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Salad Days Magazine | March 27, 2025

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G E L (RIP) full interview

G E L (RIP) full interview
Salad Days

Quoto il commento di un compagno di merende, alla notizia (proprio oggi, 20 marzo 2025, sul loro IG) dello scioglimento dei GEL: “…chissà perché appena girano due soldi i gruppi cominciano a fare cagare e (n.d.r. io direi “o”) a comportarsi in maniera hectic…”. L’idea era di farla uscire in cartaceo… ma sono arrivate prima le brutte notizie. Ma mi piace lasciare tutto come era: non si cambia un BEL ricordo.

L’hype sarà tutto per Sami Kaiser, singer della new (oramai neanche tanto☹) sensation made in the US: talking about GEL, from New Jersey. Ma noi siamo molto contenti di aver scambiato due chiacchiere con Anthony Webster (‘Only Constant’, non i testi ma il resto, l’ha praticamente fatto lui) e Madison Nave (dal vivo una BOMBA, e non sto usando l’aggettivo nell’accezione Tom Jones, ok?). Anthony e Madison: trattasi delle due asce dei GEL. Non uso “asce” a caso: di HC-METAL stiamo parlando! E chi li ha visti sa di cosa sto scrivendo. Comunque. Il compito era difficile. Per chi vive su Marte: era l’infamous giorno della partita degli Europei Italia-Croazia, quella del dentro o fuori (due risultati utili per gli azzurri). Senza dare giudizi di merito riguardo all’organizzazione del tutto (penso che il grosso del pubblico presente, e non, abbia abbondantemente espresso il proprio pacato parere), mi limito a ricordare la scaletta della serata: gruppi di supporto PRIMA – partita dell’Italia su maxi schermo – GEL DOPO. Ovvia penalizzazione per i gruppi di supporto… ovvia incazzatura per i molti che venivano da fuori. Sapete tutti come è finita. L’Italia ha pareggiato, ma all’ultimo secondo. Per poi fare la fine che si meritava. I Gel hanno spaccato. Dall’inizio alla fine. L’Atalanta di Gasperini. Quella che batte 3 a 0 il Leverkusen. Lasciando i tedeschi breathless. SENZA RESPIRO. L’intervista del dopo partita non può non risentire di questo trionfo. È un continuo di complimenti (“FUCKING AWESOME”!), sorrisi, high five, foto, selfie… facciamo fatica a finire una domanda… e loro ne fanno a rispondere. Quindi: accontentiamoci, accontentatevi.

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SD: Complimenti. Veramente. Non era facile con la partita. Quali erano le aspettative?
MN: In realtà non eravamo del tutto sicuri di cosa aspettarci… sai com’è: per noi questa è la prima volta in Italia! La prima volta in Italia… e c’è stato tutto questo “back and forth” riguardo agli orari dello show.

SD: …e vi posso dire che molti erano arrabbiati, per essere politically correct.
MN:…è anche vero che non eravamo a conoscenza di tutto questo casino fino a ieri… fino al giorno prima. Quindi non abbiamo avuto il tempo di “capire” cosa stesse succedendo!
AW:…comunque, è stato divertente! È stato SUPER divertente. Vorrei già tornare!

SD: Davvero?
AW: E’ stato fantastico. È stato davvero bello. (n.d.r. stupisce la spontaneità, il sorriso… la PRESA BENE… e sottolineo: dall’inizio alla fine della nostra chiacchierata).

SD: Dove andate ora? Rimanete in Europa per un po’?
AW: Sì, abbiamo altre due settimane in Europa. Siamo da queste parti già da un mese. Prossimo appuntamento in Svizzera. Poi parteciperemo a un paio di festival e faremo degli spettacoli da headliner in Germania, ed oltre.

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SD: Tanti, almeno in Italia, non vedevamo l’ora di vedervi dal vivo. L’anno scorso c’era un po’ di fermento intorno al vostro nome. Poi il fermento è diventato hype. Che ci dite?
MN: Dico: “fantastico!”. Dico che è stato sorprendente! Non avremmo mai pensato di poter essere qui… e soprattutto di essere qui a suonare la nostra musica. E siamo felici di essere (stati) accolti a braccia aperte!
AW: Essere qui è incredibile e va oltre ogni nostra aspettativa. Suonare lo spettacolo che abbiamo appena fatto… ma quanto divertente è stato? Siamo degni di tutto questo? Non lo so. È fantastico. E come siamo arrivati fin qui? Non lo so… ma ne sono felice! Aver fatto uno spettacolo divertente, aver potuto fare uno spettacolo divertente… tutto questo è semplicemente pazzesco (n.d.r. per gli interessati… usa la parola “SICK”)!

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SD: Poi back negli Stati Uniti?
AW: Sì. Abbiamo un piccolo tour con i Fiddlehead appena saremo a casa. Quindi uno spettacolo con gli Have Heart, a Boston. E poi un tour completo negli Stati Uniti.

SD: Qual è il piano dopo il tour? Lavorerete ad un nuovo album? O forse state già lavorando ad un nuovo album?
MN:…stiamo già pensando al nuovo album!
AW: Abbiamo un EP in uscita ad agosto (n.d.r. ovviamente ‘Persona’). Una nuova canzone in arrivo tra un paio di giorni (n.d.r. la titletrack). Pazzesco! Giovedì abbiamo una nuova canzone in arrivo… proprio mentre siamo qui! L’intero EP esce ad agosto.

SD: Sarà in formato fisico?
AW: In formato fisico, su Blue Grape Music. Poi avremo tutto il tempo per dedicarci al nuovo disco. Penso che le nuove canzoni saranno un po’ diverse da quelle che abbiamo fatto fino ad ora.

SD: Cosa intendi per “un po’ diverse”? Sono preoccupato!
MN:…intendo che ci siamo divertiti! E che ci stiamo divertendo molto!

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SD: Mica starete rallentando? Questa è la grande domanda che mi gira in testa (n.d.r… e sto pensando a loro illustri colleghi… quelli che hanno virato grunge anni’90-Scowl/nrd)!
MN: Vale il contrario! Penso che i pezzi saranno molto più pesanti… la cosa “nuova” di questo album è che TUTTI ci abbiamo dedicato del tempo. Abbiamo affittato un “cabin” (n.d.r. penso ad una casa in mezzo al nulla, come la Norvegia) per una settimana o due, e abbiamo scritto tutto insieme.
AW: ‘Only Constant’, dal punto di vista della musica, era principalmente “mio”. Avevo scritto il grosso dei pezzi. E poi l’abbiamo messo insieme in tre giorni.
E l’abbiamo registrato in tre giorni. Eravamo praticamente pronti a partire. E ci siamo impegnati per farlo uscire velocemente. Sono contento di quel disco, di come è andata. Questa volta abbiamo scritto insieme per due settimane. Poi abbiamo registrato, sempre tutti insieme, per altre due settimane. Le mie impressioni? Sento che è come se fosse una sola canzone. Sembra una sola canzone. È più pesante. Decisamente più pesante. Ma ancora altrettanto veloce. Altrettanto pesante. Solo un po’ più riflessivo!
MN: Penso che siano dei pezzi che abbiano qualcosa da dire a molte persone diverse. C’è il rock. C’è la pesantezza. Ci siamo divertiti molto a scriverlo. Ed a registrarlo. Ed a mettere insieme tutto quanto. Questo è ciò che conta!

… altro momento VERO dell’intervista: Madison che si sofferma sullo zainetto/peluche di una ragazza che passa per i saluti… scambio di consigli riguardo allo smalto delle unghie… WOW da ambo le parti! sorrisi… BELLA GENTE. Loro, ed il loro pubblico. BELLA GENTE. Nella confusione Anthony prova a continuare.
AW:…grazie mille (n.d.r. lo dice a noi, ma anche alla ragazza di cui sopra ed al suo gruppo di amici). Grazie per il tempo che ci state dedicando. Pensavamo fosse impossibile per noi venire in Italia… ed eccoci qui! Per la prima volta. Ora dobbiamo tornarci. Ora dobbiamo tornare! Promesso. Registreremo il nuovo disco… e torneremo! Comunque, tornando al nuovo lavoro. Entro fine anno ci siederemo e cercheremo di portarlo a termine. “Raw and heavy, a raw and heavy punk record” (n.d.r. questo non lo traduco). Non saremo diversi, ma qualche cambiamento inevitabilemte ci sarà. Siamo migliorati come autori di canzoni. E siamo migliorati con i nostri strumenti. Jammiamo… ci troviamo molto bene a lavorare assieme. C’è molta sintonia. E tutto questo ci rende un gruppo compatto, e che migliora nel tempo.

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FM: E’ un fatto che l’hardcore, credo specialmente negli Stati Uniti, stia raggiungendo un livello (intendo in quantità ma anche, spesso, in qualità) più alto rispetto al (mio, nato negli anni’70) passato. Per dire. Una settimana fa sono passati, a Milano, i Turnstile, che hanno fatto un paio di migliaia di persone.
Domani suoneranno gli Scowl con Interrupters e Hives, a Bologna. Insomma, penso che il “movimento” stia diventando davvero grande. Anche voi lo sentite?

AW: Eccome. Lo sentiamo. E non ce lo saremmo mai aspettati. Quando abbiamo iniziato con i Gel, l’idea era di suonare l’hardcore anni’80. Intendo i Negative Approach… i Minor Threat. Gli SSD… i Jerry’s Kids (n.d.r. gli faccio il gesto del cuore che batte), fare hardcore anni’80. Era tutto ciò che volevamo. Specialmente perché, quando abbiamo iniziato, in giro non c’era molto di quella roba. Intendiamoci. Ci sono sempre stati dei gruppi “perfettamente anni’80”. Volevamo farlo anche noi. Detto questo. Non avrei mai pensato che saremmo usciti da un seminterrato. Figuriamoci suonare su un palco! Figuriamoci fare un tour negli gli States. E figuriamoci volare in giro per il mondo per suonare le nostre canzoni! Pazzesco.

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SD: Come è successo questo “salto”? Mi sembra sia stato tutto molto veloce, o sbaglio?
AW:…non sbagli! Ti faccio un esempio. Quando ci hanno contattato, la prima volta, per fare qualche data in Europa è andata più o meno così: “voglio organizzare un tour in Europa per voi ragazzi”… “Cosa? Io non ho un passaporto! Io non ho mai lasciato il mio paese!”. A quel punto… tutti a fare i passaporti! Ti rendi conto! Il tour era annunciato e prenotato, e nessuno di noi aveva il passaporto! Wow. Stiamo davvero correndo contro il tempo. Non ci avremmo mai pensato.

SD: A proposito: questo tour lo avete bookato voi o avete un’agenzia?
AW: Abbiamo un’agenzia. Fino ad ora abbiamo fatto DIY. Da quando abbiamo iniziato. Negli Stati Uniti, ho organizzato tutti i nostri tour per molto tempo. Ora non più. Ora è più difficile.
MN: Too much going on!
AW: In Europa non conoscevo nessuno. Ci ha contattato questo tipo hardcore, che voleva portarci con sé, e noi abbiamo detto: “facciamolo”.
MN: Perché no? Proviamoci, e vediamo come va.
AW: Siamo stati una band DIY per molto tempo, e mi piace pensare che continuiamo ad esserlo. Nel senso che possiamo suonare cose del genere (n.d.r. si riferisce ad una situazione “media”, tipo il gig appena fatto), per poi tornare a casa e suonare un basement show, se vogliamo!

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SD: Quindi la prossima volta vi vedremo supportare una band GROSSA… tipo gli Slipknot… che ne dite?
AW: (n.d.r. mentre ride) Forse. Voglio dire. Perché no? “Could be in the cards” (n.d.r. la lasciamo in inglese, troppo bella per essere tradotta).

SD: Guardate gli Scowl. Prima volta in Italia, domani. Di supporto agli Interrupters e agli Hives. Roba completamente diversa. Roba grossa.
MN: AMAZING!

SD: Suoneranno nel pomeriggio… forse una mezz’ora. Lo fareste? Fareste una mezz’ora, di pomeriggio, prima degli Slipknot?
AW: Perché no? Mezz’ora per gli Slipknot… ma il giorno dopo facciamo un basement show! Queste opportunità non ci fermano. E penso che la parola chiave sia “equilibrio”. Mi spiego. Vogliamo continuare a fare le cose che per noi contano molto. Bello fare mezz’ora per un gruppo grosso… ma importante continuare a lavorare nell’underground.

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SD: A questo proposito. Sempre confrontando voi (la vostra generezione hc) con noi (ricordo… cinquantenni)… l’impressione è che siate sempre in tour… sempre in giro in furgone… mi sbaglio? Riuscite a viverci con la musica?
AW:…be’, non c’è dubbio che stiamo vivendo un po’ come in un frullatore. In autunno (2023) eravamo in giro (UK e Irlanda) con i Municipal Waste… poi ci hanno chiesto di tornare in Europa, d’estate… eravamo ad un punto in cui non stavamo a casa per più di una settimana. Un mese fuori. Una settimana a casa! Insomma: non siamo a casa troppo spesso, e quando siamo a casa è come se ci stessimo preparando per il tour successiva! È un po’ come un sogno!
MN: Vedo questi ragazzi più della mia famiglia, ma va bene così!
AW: Pensa: la (n.d.r. potrebbe essere anche il… mi scuso ma non colgo “she” or “he”) mia partner era appena venuta a vivere con me… e noi abbiamo iniziato a fare tour a tempo pieno! Immagina: sei appena arrivato a casa… e poi via per un mese! Pazzesco. Abbiamo avuto una piccola pausa all’inizio di quest’anno… in cui finalmente sembrava che fosse come: “questa è casa per un po’”! Non fai a tempo a dire “WOW, come si sta bene a casa”… che ora siamo nel nostro tour più lungo mai affrontato in Europa… e ripeto… in Europa!

SD (n.d.r. mi rivolgo a Madison): Una cosa che ci ha davvero impressionato sei tu. Voglio dire, sul palco. Sei molto “heavy metal” (n.d.r. guardatevi i filmati, e capirete)! E per noi, che veniamo da un’epoca in cui si passava dal heavy metal al punk… questa cosa è veramente FORTE.
MN:…WOW, grazie! E sì, posso dire che sul palco io mi sento viva! I FEEL ALIVE! It’s AMAZING!

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SD: C’è un’ultima cosa che ti vorrei chiedere (n.dr. sempre rivolgendomi a Madison)… forse una domanda stupida… comunque l’altra grande differenza rispetto al nostro tempo, al nostro hc (quello degli anni’90, per ribadire che siamo vecchi) è la presenza di ragazze! Agli spettacoli, sul palco… sai che 30 anni fa l’hardcore era una cosa VERAMENTE e MOLTO maschile?
MN: Devo dire che questa cosa dell’essere donna in un mondo maschile la vivo in maniera naturale… semplice. Esisto in questo spazio, esisto in questa scena… che la gente lo voglia o no! E’ un po’ strano, certo, a volte è un po’ strano… ma allo stesso tempo sto facendo quello che voglio! Non salgo sullo stage per essere “uno spettacolo” (n.d.r. intende: “non salgo sul palco per essere un animale in vetrina allo zoo”)… suono e faccio musica solo per divertirmi! Mostrare ad altre persone… mostrare ad altre donne che possono semplicemente salire su un palco… mostrare che possono farlo anche loro… ma anche solamente essere parte dello stesso ambiente (n.d.r. intende non necessariamente “suonare”… ma “ascoltare”… “andare ai concerti” etc etc)… insomma il discorso de: “lo stiamo facendo insieme!”. Tutto questo è fantastico!

La cosa importante di questo pezzo? Avervi restituito giusto l’un per cento delle “vibrazioni positive” che questi regaz MI/CI hanno dato. Prima volta, in 30/35 anni di “giornalismo”. Cappello.

(Words Francesco Mazza; Images Rigablood x Salad Days Mag – All Rights Reserved)

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