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Salad Days Magazine | April 3, 2025

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Highlights

Triple B Records European Takeover @ Legend Club, Milano (MI) – recap

August 5, 2023 |

Trivel Collective e Versus Music sono come Marvelous Hagler contro Mugabi: non ci danno tregua, ci massacrano (nel senso buono) organizzando eventi su eventi, concerti fighi su concerti fighi…
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THE BRONX – INTERVIEW

July 22, 2023 |

Il live dei The Bronx nel pomeriggio della seconda giornata di Slam Dunk Italy ha infuocato il pubblico più del caldo sole romagnolo di inizio giugno…

…siamo riusciti a scambiare due parole con Matt Caughthran sul passato, presente e futuro della band.

SD: Parlando della scena hardcore punk hai visto un’evoluzione da quando avete iniziato la band?
B: Penso che ovviamente ci sia una costante, ma ora son più vecchio e stan venendo fuori un sacco di nuove band con un’energia, penso che come si faccia musica e tutte quelle cose li sian cambiate ma fondamentalmente quando una band fa la cosa giusta l’energia e le idee son le stesse di sempre. Crea per te stesso ma sii anche parte di una community, di una scena, aiutare le persone, è tutto sull’energia del live e della musica e fare le cose “raw and real”.

SD: E voi che siete appunto in giro da ormai 20 anni, che evoluzione c’è stata nella band, e che momenti alti avete avuto?
B: Ce ne son stati tanti, la cosa bella di questa band è che i dischi son dei punti fermi nel tempo no? Il primo disco era bene o male le nostre vite fino a quel punto, e poi col secondo abbiamo avuto una etichetta major ed una produzione grossa, con ovviamente più ansia ma anche energia. Era un tempo interessante anche perchè credo ci fosse un picco per la band. Il terzo disco è stato registrato nel nostro studio, facendo la nostra cosa, quello che volevamo… ci son cosi tanti momenti nella carriera di una band e se devo essere sincero son fortunato che non ne abbiamo avuti molti di bassi. Capisci che intendo, abbiamo avuto per lo più momenti alti, o comunque siamo riusciti ad essere consistenti, perche ci facciamo il culo!

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SD: Ora in che punto siete, alto o basso?
B: Alto! Perchè è il nostro ventesimo anno! Un grosso risultato!

SD: Farete qualcosa di importante per celebrarlo?
B: Si un po’ di roba negli States e subito dopo anche qui, non siamo riusciti a girare in Europa sin da quando? Prima della pandemia? Si, son almeno tre anni e quindi è bello essere tornati, bello essere tornati in Italia sicuramente. Quando sei una band come i The Bronx e stai celebrando i tuoi 20 anni di attività di concerti, dischi, hai amici che ti spingono a creare assieme, è un legame per la vita che non tutte le persone comprendono.

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SD: Hai parlato di pandemia, avete avuto problemi con ‘VI’? È stato più difficile promuoverlo?
B: Ecco cos’è successo con ‘VI’: abbiamo registrato il disco prima della pandemia, nel 2019, e prevedevamo di farlo uscire ad Aprile o Maggio dell’anno dopo ma poi è successo il tutto e abbiamo deciso di tenerlo lì, mi sentivo da schifo perchè c’erano cosi tante bands che facevano uscire dischi, la pandemia è stata pazza per tutti vero? Nel frattempo arriviamo nel 2021 e decidiamo di farlo uscire, in un modo che era basato sulla release di una canzone per volta, mese dopo mese, per mantenere l’attenzione per tutto l’anno. È stato un gran lavoro, estenuante, ma è stato figo, abbiamo collaborato con un mucchio di persone diverse, idee diverse, canzoni diverse, ed è risultato essere un progetto molto bello ma ecco, è stato… tanto. Amo la band, il punk, l’hardcore, ci siam detti “dobbiamo trovare una soluzione creativa“ e l’abbiamo fatto succedere. Non ci lasciamo andare giù, nonostante la situazione specifica non era a nostro favore, ci rimettiamo in strada e continuiamo ad andare.

SD: E siam contenti anche che siete tornati qui in Italia, com’era il pubblico dello Slam Dunk prima?
B: Era fantastico! Abbiamo fatto probabilmente solo una manciata di show italiani finora, tipo siamo venuti coi Rise Against, coi Gogol Bordello, e non ricordo… (The Hives/ndr) non suoniamo abbastanza in Italia!

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SD: Son d’accordo! Considerate di passare più spesso!
B: Sai, i tour europei per le band americane stan tornando ora ed è tutto cosi costoso adesso! Ma ovviamente devi suonare la tua musica, siam contentissimi di essere qui adesso e speriamo di tornare di più.

SD: Secondo te perchè The Bronx e Monster Energy fanno un ottimo match?
B: I ragazzi di Monster Energy tentano sempre di essere parte della community. Arte, musica, action sports, qualsiasi cosa sia. E per noi, una company grossa come Monster che guarda una band come i The Bronx e dice “hey vogliamo che voi facciate parte di questo, vogliamo aiutarvi, sponsorizzarvi, permettervi di crescere di più” questo è molto figo perchè non ci son molte company laffuori che fanno lo stesso. Non ci son veramente. Quindi apprezziamo veramente questo interesse su un livello tangibile, ci aiutano veramente a poter andare in tour, suonare degli shows. È una relazione fantastica!

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SD: Hai anche un gusto preferito?
B: Si, quella bianca, la Ultra! Quella che bevo regolarmente, la migliore.

SD: Grazie per la chiacchierata, vuoi fare un saluto ai fans italiani?
B: Ciao Italia, è un onore essere qui, I The Bronx vi vogliono bene! È stato bellissimo essere al festival oggi e speriamo di rivederci in più occasioni nel prossimo futuro.

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(Txt Marco Mantegazza; Pics Rigablood x Salad Days Mag; video courtesy of Monster Energy Italy)

BRYAN KIENLEN (THE BOUNCING SOULS/BEACH RATS) – INTERVIEW

July 12, 2023 |

Abbiamo parlato un po’ di The Bouncing Souls, del progetto Beach Rats, dell’andare in tour in età adulta con famiglia a casa e di tanta bella musica con Bryan Kienlen in occasione dello scorso Punk Rock Holiday.
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Fukuoka + So Close + Anf + Negative Path + Bloody Cirkus @ Palestra LUPo (Catania) – recap

June 19, 2023 |

Sfogarsi, liberarsi da un peso, sollevarsi, sospendersi. Questa serata alla palestra LUPo inizia con i Bloody Cirkus, collettivo romano dedito alle performance di Extreme body art.

I concetti espressi sono talmente espliciti che si imprimono dentro di te in profondità, tagliando di netto vene, muscoli, nervi. Carcere come metafora sociale, terapie imposte, cibarsi, fare sport e “finalmente” l’ora d’aria e poi si ricomincia, terapia, pasto, sport, ora d’aria in un moto circolare, finché la ribellione si mette in atto nelle pieghe della routine, ma è solo pura illusione, tutto è sotto controllo, l’obbedienza è il fulcro e a te non spetta altro che piegarti. Si segue la performance con il fiato sospeso fino all’epilogo, la morte, evento liberatorio ma che grava come l’ennesima sconfitta del genere umano. La potenza del corpo appeso, bucato, perforato è la vera forza di ribellione. L’oltre.

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La serata musicale vede sul palco i Fukuoka (hardcore da Cuneo), So Close (powerviolence da Milano), gli Anf- Alwaysneverfun (powerviolence da Palermo) e i Negative Path (hardcore da Palermo). I Fukuoka da Cuneo sono stati una folgorante scoperta, già attivi da qualche anno, con un lavoro dal titolo ‘Spaccati Di Vita Quotidiana’ e con il nuovo album ‘Natura Umana’ uscito da qualche settimana, hanno dimostrato sul palco con un set veloce e spigoloso come si suona hardcore in Italia, in italiano. I testi gridati a squarciagola sono un elemento portante del sound dei Fukuoka che mischiano alla grande hardcore old schoool made in 90 con sferzate rock n roll/punk rock.

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I So Close da Milano ci “deliziano” con un annichilente set di hardcore powerviolence davvero brutale tanto che molta gente era lì sotto il palco impietrita dal macigno incombente che aveva davanti. Anche per loro breve set ma super intenso.

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Le band palermitane Anf e Negative Path hanno in comune il cantante, gli Anf hanno prodotto un catastrofico set di powerviolence elettrizzante come delle continue scosse a 380V.

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Infine i Negative Path che, con il loro grezzissimo old school thrashroll hardcore, hanno aperto le danze nel modo più congeniale a loro: sbattere in faccia la loro musica. Piccola riflessione: la sensazione è statica di una forma che si è a poco a poco materializzata e plasmata davanti ai nostri occhi. Davanti a noi i il palco, le band, la gente che fa foto che fa video, che beve che chiacchiera ed è come la partitella dei ragazzi del quartiere nel cortile accanto casa. Un posto protetto, garanzia di divertimento, e luogo di culto. E chi curioso vuole aggiungersi è il benvenuto. Lontano dal music business, dai token, dalle foto fighe e dai selfie del “io ci sono”. Come una schietta risata ancora sincera, palestra LUPo c’è.

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(Txt y Pics Giuseppe Picciotto x Salad Days Mag – All Rights Reserved)

Metal Vincit Omnia: il Dissonance Festival è più grande che mai

June 6, 2023 |

Partecipare ad un festival ogni anno è magia.

Assistere alla sua evoluzione curativa ed artistica, ammirare come assieme ad essa si imbarchino nell’avventura anche i suoi spettatori, dal più fedele all’ultimo arrivato, è d’ispirazione per chi crede ancora nello spettacolo. Al metal non piace cambiare, ma a noi piace che qualcuno abbia il coraggio di provarci e portarne avanti la legacy più moderna. Per il Dissonance quella del 3 Giugno 2023 è stata la nona edizione, la più ambiziosa, a cavalcare una scia di successi culminata con lo scorso anno. Dopo aver ospitato come headliners As I Lay Dying e Lorna Shore nel 2022, Mattia Brembati di Versus Music Agency si unisce a Trivel e Plasma Concerti per puntare ancora più in alto in squadra, con una lineup palleggiata senza sosta tra due open stage.

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Sono i Meshuggah, divinità del chugging e delle barbe ispide, padri fondatori di chi ama contare i tempi dispari ma anche i breakdown da mani in faccia, gli ospiti d’onore. Il resto del festival conta altri nove (9!) set imperdibili, quasi tutti nostrani. Ed in barba alle previsioni del meteo, la M4 chiusa, lo sciopero delle linee aeree, alle 15:30 il pit è già straripante durante il primo gruppo, i veneti Shading. Nell’industria post-pandemia, ormai va scritto in ogni report, i costi dei tour sono lievitati in ogni fase della supply chain. Investire su eccellenze locali, dalle nuove promesse grind Slug Gore a progetti culto come Destrage e Fulci, estende di gran lunga la palette sonora della giornata, dando al pubblico la possibilità di affacciarsi a nuovi ascolti e nuovi amici.

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Difficile spiegare in che modo possano convivere il prog-techwear dei bolognesi Prospective, i groove zarrissimi del supergruppo francese ten56. ed i voli sperimentali dei Benthos. Ma la lineup, in un ping pong tra due palchi eternamente gremiti, funziona senza singhiozzi: il Dissonance riesce nell’ardua impresa di attrarre pubblici diversi ma uniti dalla voglia di farsi pettinare dal ronzio di una otto corde e la mitraglia di un blastbeat, anche in assenza totale di capelli.

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Alcuni dei momenti più iconici prendono luogo proprio sul second stage, il più piccolo ed intimo dei due palchi: i Fulci rimpiazzano la loro classica drum machine per una human machine, Edoardo Nicoloso dei Jorelia/Omens before Hysteria. I Damned Spring Fragrantia ci regalano una performance gloriosa ed emozionante di Divergences, il loro gioiello brutale che compie 10 anni. Un ignoto leggendario completa un cubo di rubik in 10 secondi nel pit degli Slug Gore. Le fasi anticipatorie del grande climax sono così coinvolgenti che quando i compaesani svedesi Soen lasciano il palco ed il sole termina di tramontare, il live dei Meshuggah ci trova tutti energizzati anche dopo 6 ore di metal e birrette. Anzi, a dirla tutta, l’unica rosicata che arriva alle orecchie una volta calato il sipario, è che non si siano trattenuti a suonare anche Bleed. Se non ci credete, abbiamo immortalato le facce di chi c’era.

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(Parole: Vittoria Brandoni / Foto: Luca Secchi)

Brux + Sacro Cuore + Asfalto + Cotton Mouth @ Palestra LUPo, Catania – recap

May 14, 2023 |

A parte i palermitani Cotton Mouth, esibitisi in apertura di serata con un sound sludge psicotico molto tossico che ha fatto drizzare le orecchie ai presenti…

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…gli altri tre gruppi rimanenti (in ordine di bill), gli Asfalto da Catania, i Sacro Cuore da Bologna e i Brux da Barcellona hanno molto in comune tra di loro, non solo la musica street punk oi infarcita da schegge hardcore, ma soprattutto il loro messaggio “politico”, sviscerato in modo energico sul palco a denti stretti.

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Vivere una realtà sanguigna, ritagliarsi ancora i propri spazi e scuotersi da un sistema sempre più asfissiante connesso, talaltro, a un sempre più inquietante inferno digitale comandato dai social network: una guerra mentale che si riesce a combattere avendo sempre un basso profilo e un profondo risetto per la propria libertà.

ASFALTO

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Sullo sfondo la location di Palestra LUPo che, malgrado minacce di una fine imminente, vive e riesce ad accogliere sempre più persone interessate agli eventi proposti.

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(Txt y Pics Giuseppe Picciotto x Salad Days Mag – All Rights Reserved)

ULTRANOIA – INTERVIEW

April 19, 2023 |

Hanno appena pubblicato un nuovo album ‘Nudi+Crudi’, un disco che combina l’intensità dell’emo punk con le melodie del punk rock…

…il tutto condito con sonorità e piglio tipico del rock che ti fa venire voglia di cantare ritornelli a squarciagola. Signore e signori, vi presentiamo gli Ultranoia da Caserta, in esclusiva per Salad Days Magazine.

SD: Come è stato il processo creativo dietro il vostro album di debutto ‘Nudi+Crudi’? Quali sono state le vostre fonti di ispirazione principali?
U: Il disco è stato concepito e sviluppato nell’arco di un anno, ogni pezzo è stato realizzato in maniera differente tra loro, qualche volta partendo da una bozza di riff di chitarra e sviluppato successivamente o altre volte partendo dal testo. Il brano ‘Nudi+Crudi’ ad esempio, ha preso vita dopo un sogno ben definito e immediatamente è stato musicato nell’arco di una giornata. Le nostre fonti di ispirazioni spaziano dall’hip hop all’hardcore passando sicuramente per il cantautorato italiano e l’emo americano, per citarne alcuni più vicini al progetto: Verme, Fine Before You Came, i primi FASK, Moose Blood, Iron Chic, Tiger Jaw etc.

SD: C’è una storia particolare dietro uno dei brani dell’album che vorreste condividere con i nostri lettori?
U: Ogni brano racconta una storia a se, ma se dovessimo sceglierne uno sarebbe sicuramente ‘Fulmini’. Questo è il brano al quale siamo più legati. Tocca le corde di un periodo non dei migliori, difficile da spiegare a parole ma che attraverso la musica ha trovato la sua dimensione. Se dovessimo trovare una parola per descriverlo sarebbe sicuramente la parola subconscio, la parte buia di ognuno di noi con la quale, col tempo, abbiamo imparato a convivere.

SD: Come descrivereste la vostra creatività come band underground? C’è un particolare approccio alla creazione della musica che preferite adottare?
U: Non abbiamo un particolare approccio creativo, ci piace lasciarci trasportare dagli eventi e dalle situazioni più disparate e disperate, tutto può nascere da una frase stupida o da una storia realmente accaduta.

SD: Quali sono le peculiarità di essere una band underground nel panorama musicale attuale? Quali sfide e opportunità vi presentate?
U: Sicuramente la peculiarità che non può mancare attualmente ad una band underground di qualsiasi genere e provenienza è l’indipendenza, quella che ti permette di realizzare un prodotto da zero, dal sound all’aspetto visivo senza limiti cercando di rispecchiare a pieno il carattere della band stessa fino ad arrivare all’organizzazione di un release party e tirarlo su tutto con le proprie forze e quelle dei pochi amici che come te supportano la scena. Quello che abbiamo voglia di fare è sicuramente macinare chilometri per suonare su più palchi possibili, conoscere nuove persone, nuove band e soprattutto condividere le nostre esperienze.

SD: Come descrivereste la scena musicale di Caserta? Ci sono altre band locali che apprezzate o con cui avete collaborato?
U: Abbiamo la fortuna di fare parte di un collettivo che da più di dieci anni organizza eventi underground con band da tutto il mondo, si chiama CBC. All’interno di questo collettivo ci sono persone che si interessano dal mondo della musica a quello del tatuaggio, foto, videomaking e tutto quello che è concerne alla nostra visione di arte. Si, abbiamo decine di band che vale la pena scoprire dal death metal allo shoegaze dal beatdown all’alternative rock: Cheap Date, RFC, Mendoza, Gomma, Fulci, DA4TH, Face Your Enemy etc. Per adesso ancora non abbiamo collaborato con nessun’altra band casertana.

SD: Il vostro album presenta evidenti influenze punk. Come vedete la scena punk italiana oggi? C’è una scena punk attiva a Caserta?
U: Non pensiamo ci sia una scena punk a Caserta, almeno non l’abbiamo vissuta in prima persona. Ci sono solo sonorità e rimandi a quello che potrebbe ricordarlo.

SD: Quali sono i vostri progetti futuri? Avete in programma di fare un tour per promuovere ‘Nudi+Crudi’? C’è già del nuovo materiale in lavorazione?
U: Siamo alla ricerca di date per portare in giro il nostro disco, per ora ne abbiamo qualcuna, speriamo di poterne aggiungere tante altre. Le idee per un nuovo lavoro sono tantissime, dobbiamo solo metterle in ordine il prima possibile. Ciao a tutti e tutte, ci vediamo sotto al palco appena abbiamo finito! (anche prima per un bicchierino).

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(Txt Gab De La Vega x Salad Days Magazine)

WINTER DUST – INTERVIEW

March 24, 2023 |

Dopo qualche anno di silenzio i padovani Winter Dust sono tornati con un album nuovo e con grandi novità: ‘Unisono’ è il loro primo album in italiano. Li abbiamo intervistati per Salad Days Magazine.
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CRISTIANO REA – REST IN PANK!

March 13, 2023 |

Questa intervista sarebbe dovuta uscire prima dello scorso 3 febbraio, data di lancio di ‘Pank!’ al Forte Prenestino. Tempi e code non ci hanno aiutato, e siamo qui. Apprendiamo della scomparsa di Cristiano Rea, oggi. Sgomenti. Senza parole.

Ci avevamo parlato un paio di mesi fa. Entusiasta. Anzi gasato (l’ho sentito, quindi insisto: “gasato”) dal lavoro con Goodfellas, con Guglielmi, e con tutti gli altri amici coinvolti nella raccolta/resoconto della sua storia. Che fare? Il modo migliore di ricordare Cristiano, per noi, è quello di “madarla” come doveva essere. Uncensored. Unchanged. Ed aggiungo un pensiero, da anti-fascista. Oggi parte la settimana del ventennale dell’uccisione di Dax. Il documento politico (e non solo) che spiega quello che è successo, e quello che succederà, è illustrato da Zerocalcare. Penso a Dax, penso a Cristiano Rea, là. Assieme.

In occasione dell’uscita di ‘Pank!’, raccolta dell’opera (non proprio, come scopriremo più avanti) omnia di Cristiano Rea, scambiamo due chiacchiere telefoniche con l’autore. Il tutto organizzato da Goodfellas, che dopo Negazione e Virus, sposta il suo mirino, giustamente, verso la capitale. Non essendo (io) un professionista, ero molto restio alla telefonata, il modo di gran lunga più “pain in the ass”, in questo mondo super social e ancora più veloce, per fare un’intervista. Ma, col senno di poi, ci sta. Perché stiamo parlando di disegni (e fino ad un certo punto della sua storia stiamo parlando di “disegni a mano”). Stiamo parlando di un mondo “analogico”: i.e. attenzione e spontaneità. Per dire che, come i suoi disegni, tutto quello che leggerete qui sotto non è stato registrato, non è stato sbobinato, non è stato RICALCATO. Tutto quello che leggerete qui sotto è la mia versione: take it or leave it.

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SD: Non parleremo della tua storia, non parleremo del tuo stile. Non parleremo dei tuoi “eroi”. Non ti chiedo il quando, il dove ed il perché… non ti tedio con “sei arrivato prima alla musica o alla grafica”. BTW, volete un motivo per comprare il libro? L’ottima e dettagliata intervista a cura di Federico Guglielmi. Quindi: chi ha avuto l’idea di ‘Pank!’?
CR: proprio Federico! Un paio di anni fa, in occasione di una ristampa “vinilica” che stava curando, mi ha chiamato proponendomi una retrospettiva sul mio lavoro. Devo dire che di primo acchito non gli ho risposto: “WOW!”. Anzi, ero molto perplesso. Vedevo un grosso problema nel progetto: non avevo nessun archivio, nessuna traccia, nessun database…

SD: Mi precedi: ti avrei infatti chiesto dell’archivio, di chi aveva le testimonianze, di dove avete cercato la (tua) storia! Come avete fatto?
CR: Per fortuna un grosso lavoro era stato fatto intorno al 2014, quando lo Spartaco (per gli extraterrestri che non sanno di cosa parliamo, facebook.com/csoa.spartaco) ha organizzato la prima mia “personale” (focalizzata sul periodo “Uonna Club”). Da lì c’è stata la più classica “chiamata alle armi”, fino ad arrivare ad amici che hanno tolto i miei flyers dalle loro cornici!

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SD: Non posso credere che tu non avessi NIENTE! Come è potuto succedere?
CR: Ricondurrei il tutto a due parole chiave: “spontaneità” e “urgenza”. Lo scopo era comunicare il messaggio senza costrizioni, senza troppi “cazzi” (questa è ovviamente mia). Faccio un esempio. Negli gli anni del Uonna Club, disegnavo i flyers il pomeriggio per la sera. Consegnavo. E finiva lì. Non c’erano copie per me. Non c’erano bozze o disegni preparatori. Quello era, e quello consegnavo.

SD: Col senno di poi, non ti rode?
CR: No. Era puro divertimento. E’ andata così. E non poteva che andare così. Quelli erano i tempi. Quelli erano le persone. Ritorno al discorso “urgenza”. Quei pomeriggi non pensavo a quei disegni… quei pomeriggi pensavo solo a quelle sere… diciamolo chiaro: alla fine volevamo ballare!

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SD: Se devo scegliere il tuo periodo migliore, per mia sensibilità personale, scelgo la fase “wave”. Cosa ne pensi?
CR: Grazie mille. Che dire? A prescindere dalla tecnica (disegno, illustrazione, grafica, impaginazione) non concepisco il mio lavoro “staccato” da un messaggio, da un’idea. Mi spiego. Non sono uno di quelli che disegna per il gusto di disegnare (anche perché sono molto autocritico). Sono inevitabilmente legato a qualcosa che per me è interessante. Era interessante il filone del punk (e ci tengo a dire… punk in italiano). E’ stato interessantissimo il filone della new wave (e ci tengo a dire… new wave in italiano). Tanto che mi sono quasi sentito in colpa nei ’90, quando ho abbandonato il disegno per “le macchine elettroniche” (cit. dalla scheda dedicata all’autore). Mi sembrava che il tempo che stavo dedicando a quei lavori fosse poco, o comunque non abbastanza.

SD: Se ti può consolare, penso che se un lavoro è fatto bene valga a prescindere dal tempo che ci si mette a farlo: certe tue copertine, per esempio, sono iconiche (penso a ‘Balla E Difendi’ o a ‘Figli Della Stessa Rabbia’). Cosa ti piace, cosa pensi della grafica oggi? Mi spiego meglio. Con qualcuno del mio giro parlavo del fatto che ultimamente, ai concerti, o meglio a certi concerti, ci sono più fotografi che pubblico, non è che anche il “tuo” mondo sta andando in quella direzione? E, se così fosse, è un bene o un male?
CR: Sicuramente penso sia un bene che la grafica (o il disegno) goda di questo buon momento. Penso sia un bene, rispetto ai “miei anni”, che questa “disciplina” sia finalmente riconosciuta come una professione. Per quel che vedo intorno a me (ci tengo a scrivere e sottolineare che qui lo dice con la massima “umiltà”, quasi non volesse… ok?), noto una certa uniformità nelle proposte. Il che forse non è un bene.

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SD: Sono previste date in giro per l’Italia?
CR: Il libro sarà presentato al Forte Prenestino. 3 febbraio. Poi ci piacerebbe portarlo in giro. Magari in situazioni più tranquille (i.e. librerie/negozi di dischi).

Nonostante la telefonata “pain in the ass”, mezz’ora volata. Ci salutiamo contenti. Lui, me lo ribadisce, contento del libro e dell’interesse. Io contento della chiacchierata, e non solo.

(Intervista di Francesco Mazza per Salad Days Mag – Illustrazioni tratte dal volume ‘PANK! 1977-2022′ (Goodfellas, 2022))

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JETTASANGU FEST VOL. 11 @ PALESTRA LUPO, CATANIA – RECAP

March 12, 2023 |

Non è stata una serata per puristi, ma tutti ne hanno goduto. Partiamo dalla fine, si sono già esibiti quattro gruppi, sono passati già parecchi minuti dopo le 1:00 e a salire sul palco, per chiudere la serata, sono gli Infall.

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La band torinese, innesca fin da subito delle soluzioni frenetiche e convulse e il loro set corre rapido e taglia come il vento polare. Di fatto ci ritroviamo davanti ad una delle migliori band di musica estrema italiana. Il nuovo album ‘Far’ è come se avesse fatto fare un ulteriore (im)possibile passo in avanti verso un caos primordiale, ma dai connotati paradossalmente futuristici. Una macchina divina in azione.

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Prima di loro i fiorentini Hate & Merda altra band super attesa, alla loro prima venuta in terra sicula. Live set impressionante, collassi ritmici si alternano ad accelerazioni zombie, parole come un’apocalisse imminente. Nessuna speranza. Ho visto qualcuno con le lacrime agli occhi attanagliato dalla paura! Ottundere, devastare, distruggere è il nuovo credo.

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Tre quarti d’ora prima gli Across The Swarm da Bologna hanno fatto smuovere le chiome, le gambe e le braccia dei presenti, un furibondo set death metal che ha coinvolto completamente il pubblico che in più di un’occasione è incappato in lotte barbare come se dovesse conquistare un territorio nemico! L’ottima presenza scenica completa un live da incorniciare e ricordare.

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Da Roma prima ancora sul palco ci sono stati gli Scheletro, con una miscela originale di crust-punk meets metal marcio incalzati da testi assurdamente attuali e sputati come sentenze. Questo degli Scheletro è il classico scherzo della natura che ti inchioda davanti alla cruda realtà dei fatti. Bella scoperta.

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Infine gli eroi locali, i Consumer che hanno aperto in modo brutale e violento le danze della serata: musica fangosa, accresciuta da una voce dall’oltre tomba e da un drumming infernale che hanno risvegliato gli animi dalla routine quotidiana. Micidiali. Due cose che completano la serata: la prima, l’intervento a metà serata di una militante della Palestra LUPo, che scuote i presenti sull’imminente prossimo sgombero in quanto c’è un progetto dell’ennesimo parcheggio di auto, quando invece è l’ennesima dimostrazione che esiste una cultura emarginata che non viene considerata, anzi calpestata. L’altra cosa, invece, è lo sbattersi delle organizzazioni: quella di stasera Tifone Crew in cinque anni di attività ha fatto i salti mortali per tenere viva la musica (underground, estrema, DIY), l’interesse e la curiosità in una città come Catania (Satania) e la Sicilia in generale! Ancora vivi, malgrado tutto.

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(Txt & Pics Giuseppe Picciotto x Salad Days Mag – All Rights Reserved)

DEMIKHOV INTERVIEW

March 12, 2023 |

Demikhov da Desenzano del Garda, sono una band dalle sonorità feroci e di grande impatto.
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PLAKKAGGIO INTERVIEW

March 1, 2023 |

A quasi un anno dall’uscita di ‘Verso La Vetta’ i Plakkaggio sono ancora in giro a far date, a far conoscere questo loro ultimo bellissimo lavoro, sicuramente il più ispirato e dal sound devastante.

Anche in quest’occasione hanno fatto in modo che il metal si fondesse all’hardcore oi!, in un modo così inaspettato che a volte lascia a bocca aperta per le fulminee intuizioni. Un live intenso e ben strutturato (con oltre 20 brani in scaletta!) quello eseguito alla Palestra LUPo di Catania, dove la band romana ha fatto capire ai presenti di che pasta è fatta. Abbiamo colto l’occasione per scambiare qualche chiacchiera con il padre fondatore Gabriele Calvano, chitarrista/cantante dei Plakkaggio, i paladini della New Wave Of Black Metal Oi!

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SD: Siete diventati più metal, si sente anche live?
P: Diciamo che abbiamo riarrangiato tutti i pezzi, doppio pedale pure sui pezzi vecchi come anche le due chitarre quindi cambiato tutto, ma l’impalcatura resta la stessa, anche l’attitudine resta la stessa per cui pedalare fortissimo, ritornelloni ecc. Devi capire che le canzoni sono state costruite sulla mia chitarra…

SD: Ci spieghi il cambio nome da Plakkaggio HC a Plakkaggio? Io (Melo Champion/ndr) ero presente a quel concerto
P: Ok, noi eravamo un trio, avevamo un batterista grande amico che ha suonato con noi per 10 anni, quando ci ha lasciati per andare in Sardegna, volevamo che qualcosa restasse in modo da non cambiare del tutto la cosa e quindi abbiamo tolto la HC che stava per “ar core” sai musicalmente la cosa si era talmente allargata dal punk al grind che ormai ci stavamo domandando “ma facciamo hardcore de che?” non sembrava neanche più veritiera sta cosa dell’hardcore…

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SD: Ci spieghi un po’ il testo della canzone ‘Fronte Del Sacco’?
P: Beh, in quella zona hanno scaricato tutte le cose più tossiche della città, le fabbriche hanno inquinato a tal punto che pure i pascoli adiacenti il fiume sono risultati inquinati e quindi nella canzone esprimiamo la voglia di voler resistere alle avversità come per esempio nel caso specifico, l’inquinamento del fiume che affluente del Liri a sua volta affluente del Garigliano, finisce in Campania, ecco.

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SD: Parlami della canzone nell’ultimo album ‘Birra In Lattina’, sono un po’ tutti fissati con questa birra artigianale mi pare…
P: E sì, diciamo che va di moda l’artigianale, c’è quindi questo ritorno alle birre “pessime”, in realtà raccontiamo la nostra vita cresciuta con queste birre marce, non poteva mancare un pezzo su queste birre da 50 centesimi!

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SD: Prima volta qui in Sicilia?
P: No, abbiamo suonato 2 volte a Palermo, qui a Catania assolutamente sì, intendo per suonare.

SD: Come vi viene difficile?
P: In realtà venendo da Roma no, noi veniamo addirittura senza strumenti…

SD: E agganciare più date?
P: Questo è più difficile dobbiamo comunque organizzarci col lavoro, di base suoniamo il sabato.

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SD: La voce dei Plakkaggio, nell’ultimo album in particolare ha dei momenti melodici, ma il fatto che avete un po’ questo stile oi! vi tiene legati anche durante i riffs metal all’hardcore.
P: Sinceramente noi abbiamo la nostra formula e non capiamo bene nemmeno noi cosa viene fuori e infatti il responso è molto contrastante da chi ci dice che è troppo metal a chi troppo punk-oi! Ma vi garantiamo che a livello live siamo molto hardcore e comunque stasera dopo il concerto potrete parlarne e discutere delle impressioni che vi daremo…

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SD: E magari da domani non ci salutiamo più, ahahah!!!
P: Finirà la vostra amicizia a causa dei Plakkaggio!

(Pics Giuseppe Picciotto; Txt Giulio + Melo Champion)

DEATH BEFORE DISHONOR @ CS RIVOLTA, MARGHERA (VE) – PHOTORECAP

February 20, 2023 |

DEATH BEFORE DISHONOUR @ CS RIVOLTA, MARGHERA (VE) – PHOTORECAP

Pictures by Rigablood x Salad Days Mag – All Rights Reserved.

DEATH BEFORE DISHONOR

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Face Your Enemy – interview

February 16, 2023 |

SD: Pizza, Birra, Hardcore! Face Your Enemy x Catania Hardcore Fest!

FYE: PIZZA! diciamo che è un po’ l’iconografia che si avvicina alla nostra cultura, è un’usanza nel napoletano come nel casertano, un momento per stare assieme, da noi la trovi ovunque, quella al cartoccio, colazione pranzo e cena.

SD: I video, secondo noi molto divertenti e ben riusciti, sembrano far trasparire lo spirito della band molto goliardico e autoironico, a noi personalmente sono piaciuti molto, anche se dal vivo risultate forse un po’ più seri, hanno avuto lo stesso effetto su di voi?
FYE: Guarda, nei video abbiamo voluto prendere in giro l’elemento tough/gangsta, perché di duro c’è solo la musica, noi siamo assolutamente distanti quel mondo simil macho/mafioso contro il quale siamo, col quale però dobbiamo convivere perché ci circonda, ma l’obiettivo dei video era far capire la nostra caratteristica principale e cioè che siamo dei cazzoni va! Volevamo prendere in giro l’attitudine da spacconi dei vari tamarri che ci sono in giro, che ti guardano storto a mo’ di sfida, tutte quelle tarantelle: “ma che cazzo guardi, cosa vuoi” ecc. solo perché fai “quella” musica strana, diversa, e allora ecco il nostro scherno con l’imitazione di quei gesti, ma in realtà noi siamo, riprendendo il motto PMA, Pizza Mental Attitude e rifiutiamo quella vita di merda nella quale abbiamo visto crescere gli altri!

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SD: L’idea del dialetto insieme all’inglese…
FYE: Beh, diciamo che è stata un’esigenza, noi ci abbiamo provato con l’inglese, ma oltre che maccheronico era ridicolo e provando il dialetto abbiamo notato che oltre a farci trovare più a nostro agio risulta più folkloristico e funziona.

SD: La musica, date l’idea che dopo il pezzo cadenzato debba arrivare prima o poi la parte veloce, quella che uno si aspetta sempre a un certo punto, solo che non arriva mai! E’ una scelta del gruppo o è il batterista che non vuol andare veloce?
FYE: Stasera i pezzi veloci li facciamo, dai! Ma di base diciamo che… non siamo i Nabat! Eheheh! Ci piacciono i ritmi cadenzati, ci vengono più naturali anche perché siamo influenzati dal rap, anzi il batterista vorrebbe correre e siamo noi a frenarlo, ci vuole il groove.

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SD: Birra Moretti et similia a 1,50euro (w la Sicilia) o birra artigianale a 5 euro?
FYE: La birra deve essere semplice, bionda classica della marca che vuoi tu, ma soprattutto…

SD: …marcia!
FYE: E certo! La birra artigianale non significa nulla, e uno dei nostri chitarristi non beve per niente, è un pro cola, giusto un sorso per brindare ogni tanto, lui…

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SD: In questo periodo siete un po’ scomparsi, vi siete fermati completamente?
FYE: Ci siamo resi conto che nelle nostre vite esiste anche altro, la famiglia, il lavoro, compresi altri progetti musicali, partecipiamo tutti a una crew molto più grossa la CBC che comprende molte attività.

SD: State suonando in giro o data unica?
FYE: Sai dopo tanti anni gli stimoli possono scemare, le aspettative cambiano, noi abbiamo deciso di fare meno date, ma più fighe, piuttosto di sciogliere il gruppo, scegliamo i contesti che ci piacciono come per esempio stasera.

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SD: Vegan…
FYE: Ognuno è libero di fare quel che vuole, personalmente non seguiamo questa linea, ma nell’ambiente punk/hardcore ne incontri tantissimi per cui massimo rispetto e soprattutto un plauso alla loro determinazione nel portare avanti quel discorso.

SD: I Bunker66?
FYE: Li conosciamo e ci abbiamo pure suonato assieme o incrociati nei festival, massimo rispetto!

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SD: Progetti?
FYE: Beh, abbiamo già dei lavori stampati, per ora va bene così oltre ad aiutare e portare avanti le nuove leve che incontriamo tramite la nostra crew CBC e di cui alcune fanno già parte.

SD: Writing e tattoo?
FYE: Nelle copertine potrai notare lo stile writing, e nella CBC oltre ai Cabras, writing crew CE, ci sono Lion, Pedro, ci stanno pure dei tatuatori e tutti ci aiutano nelle grafiche.

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SD: Squat o club?
FYE: Va bene tutto, abbiamo pure suonato in un bowling, l’importante è esprimersi, come anche l’amicizia, non sai quanta gente abbiamo conosciuto in ogni situazione e che frequentiamo tutt’ora, posto non è troppo importante.

(Txt & Pics Giuseppe Picciotto x Salad Days Mag – All Rights Reserved)